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Quali sono le dimensioni di un miscelatore a nastro?

I parametri dimensionali di un miscelatore a nastro costituiscono i criteri fondamentali per la selezione delle apparecchiature e la configurazione del processo. In ambito ingegneristico, il termine "dimensioni" comprende tre aspetti interrelati ma distinti: la capacità volumetrica (che determina la capacità di lavorazione dei lotti), le dimensioni geometriche esterne (che determinano l'ingombro e l'altezza libera necessaria per l'installazione) e le dimensioni delle parti mobili interne (che determinano il campo di miscelazione e l'uniformità). Insieme, questi tre aspetti formano un profilo dimensionale completo del miscelatore a nastro.

I. Specifiche di volume: dimensioni nominali rispetto alla capacità effettiva

Le denominazioni dei modelli di miscelatori a nastro si basano in genere sul volume lordo, che si riferisce al volume geometrico dello spazio interno all'interno della vasca a forma di U della camera di miscelazione, misurato in litri (L) o metri cubi (m³). Le specifiche comuni vanno dai modelli da laboratorio da 50 litri alle unità industriali da 30.000 litri.

È importante distinguere rigorosamente questo valore dal volume di lavoro, che si riferisce al volume occupato dal materiale durante il funzionamento effettivo. A causa della necessità di spazio libero nella parte superiore, imposta dal principio di miscelazione dei miscelatori a nastro, si consiglia un tasso di riempimento raccomandato dal 40% al 70% del volume lordo, con un valore di progetto tipico del 60%. Ciò significa che una macchina con un volume lordo di 3.000 litri ha una capacità effettiva di lavorazione per lotto di circa 1.800 litri di materiale.

Questo vincolo deriva dalle caratteristiche dimensionali della struttura a nastro della coclea: con la rotazione dei nastri interno ed esterno, il materiale deve essere spinto da entrambe le estremità verso il centro o dal centro verso entrambe le estremità, generando contemporaneamente un moto convettivo radiale. Se la velocità di riempimento è troppo elevata, il materiale nella parte superiore supererà la portata effettiva dei nastri e non potrà partecipare al moto convettivo, compromettendo direttamente l'uniformità della miscelazione.

II.Dimensioni esterne: lunghezza, larghezza, altezza e vincoli di spazio.

Il miscelatore a nastro presenta un design orizzontale e le sue dimensioni esterne sono determinate dai seguenti parametri geometrici:

Lunghezza (L): Determinata dalla lunghezza del recipiente di miscelazione e dalle dimensioni di installazione assiale delle piastre terminali, degli alloggiamenti dei cuscinetti e del riduttore.

Larghezza (W): Determinata dalla larghezza esterna della canalina a forma di U e dalle sporgenze laterali del motore e del riduttore.

Altezza (H): Determinata dalla distanza dal fondo della mangiatoia al coperchio superiore, più l'altezza strutturale della valvola di scarico inferiore e dell'ingresso di alimentazione superiore.

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III.Dimensioni delle parti mobili interne: diametro e passo della vite

Le dimensioni delle pale della vite determinano direttamente l'entità dell'azione di miscelazione:

Diametro esterno della vite senza fine: determina l'entità del rimescolamento radiale del materiale. Maggiore è il diametro esterno, maggiore è lo spessore dello strato di materiale movimentato da una singola rotazione. In genere, il diametro esterno della vite senza fine è leggermente inferiore alla larghezza interna della canaletta a U, con uno spazio tra la vite e il corpo della canaletta compreso tra 3 e 10 mm per evitare l'inceppamento del materiale.

Passo: Il passo delle spire interne ed esterne della vite determina la distanza assiale percorsa dal materiale ad ogni rotazione. Nei progetti tipici, il rapporto tra passo e diametro della spira è compreso tra 0,8 e 1,2. Un passo minore genera forze di taglio più intense, rendendolo adatto a materiali inclini all'agglomerazione; un passo maggiore aumenta la velocità di trasporto assiale, rendendolo adatto a materiali con buona fluidità.

Le spire interne ed esterne della vite utilizzano in genere una configurazione a doppio strato controrotante: le spire esterne spingono il materiale verso un'estremità, mentre quelle interne lo spingono nella direzione opposta, ottenendo una miscelazione convettiva in tutto il tamburo. La differenza dimensionale tra le due serie di spire (il diametro della spira interna è in genere da 0,4 a 0,6 volte quello della spira esterna) fornisce la forza motrice per il movimento radiale del materiale.

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Data di pubblicazione: 3 giugno 2026